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Impressioni 19 gennaio 2014 · lettura 3 min · 1529 letture

Ode anacreontica - La Domenica della Steppa

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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È la steppa un fior di nevi, scendon lievi l’acque nivee della sera, e si spasima un lichene - senza spene - scioglie al Cielo una preghiera; e la parca cattedrale al mortale batte i bronzi del rosario, fende ‘l nembo, e un’ombra cara nella bara copre ligia d’un sudario, e le guglie d’almo argento in tormento si ricoprono di Notte, e l’effigi stan tra’i canti, pingon tanti antri sacri e sacre grotte. La candela iconoclasta li sovrasta, sparge odori e incensi sacri, giglio ed iris freddo e aulente, fior d’Oriente, fochi etesi e fumi alacri, e s’infuria l’incensiere, un messere l’alza e prono ‘l dà al Signore, stan broccati d’oro avvinti - vel discinti - freddo è ‘l vento, fresco umore. L’organello accenna i trilli, fa de’ squilli, con un cero l’ortodosso sant’abate benedice l’infelice che sen giace fatto d’osso, e l’eclisse annebbia i muri, son oscuri, l’Orda d’Oro sta alle porte, vanno i Khan a guerreggiare. Quest’è un mare di certami e poi di Morte; e la chiesa inquieta e bella, la cappella son di legno, e ‘l battistero è un nocciòlo oscuro e veglio, fa da speglio al peccato ed al Mistero. I pastori vanno a frotte, presto è Notte, pregan mesti i contadini, e fuor s’ode d’una danza l’alternanza, torneamento de’i Destini; e ‘l villaggio l’acque piove, si commòve, i muscosi suol son colmi d’albe nevi son adorni, piangon gli orni, le betulle, i tigli e gli olmi. I Cosacchi bevon nappi, fanno i cappi, ora sellano i destrieri, sfidan d’empi Polovesi i paësi, e son bruti, e sono altèri. È Domenica di festa, l’aura è mesta. L’ansia steppa inquieta geme. Folle è ‘l verno, oscuro è ‘l cielo; tutt’è gelo... muore ‘l Sole, e muor la speme. Ma un sorriso in sulle biade or m’invade, e ‘l mio cor ancor dirà, o bella e dolce e pia fanciulla, dal mio Nulla, Ya lyublyu, lyublyu tebya.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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