Nel buio del poeta

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A volte sembra d'aver detto proprio tutto, quello scoramento che però non ci arrende nel mantenere un contatto con nuove emozioni che comunque premomono su noi.
A volte v'è un silenzio di parole ma mai tacciono emozioni e pensieri... quella lavagna non resterà a lungo vuota... il "gesso" tornerà nelle mani partendo dal cuore che conserva intatti i messaggi, dal bisogno di comunicare ciò che l'esistere detta.
A volte capita sentire dentro il vuoto e chiedersi e se poi... e ancora, forse no o forse si... Il gesso è materia prima per tante cose che fanno della vita il suo esistere. Ma lo è anche per "calcare" ricordi e renderli indelebili o per aprir al cuore l'unica via che lui conosce per cadenzar la vita: quella dell'emozione. Anche "telegrafando" si può fare se è questo che l'anima adesso chiede e vuole. Quattro versi che parlano quasi come un libro. Molto bella e sintesi di vita.
Il senso di vuoto è ombra che risale smarrendosi nel suo nero. Immateriale sensazione di sé.
Senso di smarrimento che non da pace, ne consegue un'ardente travaglio che intima il poeta alla stanchezza dell'anima... che solo al cuor dormiente saprà trasmettere l'aura di quiete... Brava l'autrice!
Un silenzio che ha "altre" parole, non scritte, che il Poeta non scriverà mentre la poesia sì... Quel telegrafare ha la giusta distanza, la giusta essenza e un linguaggio che diviene spazio pieno, sarà la fonte di quei segni che il gesso lascerà domani.
A volte il poeta non sempre riesce a scrivere ciò che sente e solo il suo cuore è in grado di leggere le sue emozioni!
L'impermeabilità dell'anima a nessuno è concesso violarla ogni parola rimbalza sulla stratificata profondità di questo (nero) infinito sentire l'occhio è tenuto a bada da una farfalla nera punteggiata di bianco e il poeta stanco (di illudersi) telegrafa al cuore (sempre assetato di verità) le sue menzogne in cenere.







