Sogno marino
Ho aperto le porte del mare
e le onde, cavalcate dalle stelle
del firmamento sommerso,
si sono avventate nella mia grotta,
riconoscendomi.
Come un ritorno improvviso,
come l'incerto suono di campane ridestate dal tempo,
affacciato alle finestre dell'oceano,
ho riconosciuto il sapore amaro
di sabbie mai calcate,
l'eco aspra di ogni gravida conchiglia,
il solitario sofffio
del nero fantasma della morte
che culla e che da pace
alle sue tombe d'acqua.
Con loro sono scivolato
su tetti di paesi sommersi
cresciuti accanto a campanili di chiese deserte,
ho scorto navi marcite dal sale
guidate da capitani di ossa,
a sera, ho visto nascere il corallo
e morire il pesce luna
e poi un'alga verde,
delicata come un guanto,
cullarmi e ricondurmi a riva,
accanto a quelle stesse rocce contro cui,
sognando, io m'ero addormentato.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (2)
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Cristina Khay11 maggio 2007
Piaciuta moltissimo... il tuo poetare è di livello... metafore suggestive, ritmo coinvolgente, lessico morbido e sapientemente descrittivo in questo tuo sogno. A rileggerti con piacere.
Simona Scudeller11 maggio 2007
Immagini magiche, che aggiusterei un po' alla fine. Nel complesso una lettura molto piacevole perché, mi ripeto, ho recepito magia.

