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Sociale 22 gennaio 2014 · lettura 1 min · 5525 letture

Preghiera di un clochard

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Sei dentro i miei pensieri Cristo con il pianto del mio cuore, assieme a te mi sento crocifisso. Siamo simili tu con le tue piaghe e io con fame e sete. Chi sarà il mio Epulone? Dove trovare il cibo se la campagna non ha più erba, se i mari e i fiumi sono avvelenati? Si è oscurato il cielo al tramonto e freddo lo sento nel mio cuore... La notte sogno un letto e una sposa. Mi nutro di speranze e delusioni mentre piange dentro il cuore la goccia del mio gelido tormento...
#Cielo#Notte#Piangere#Cuore
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È facile, oggi, oltrepassare il limite e trovarsi "dall'altra parte". Basta perdere il lavoro e tutto diventa complicato, non si può pagare più il mutuo e neppure le bollette. Si può perdere la casa dove si abita e diventare un clochard. Cerchiamo allora di non essere indifferenti verso i fratelli più sfortunati, verso coloro che hanno perduto casa e lavoro a causa della crisi.4 luglio 2014
L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (19)

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Donato Leo22 gennaio 2014

Un grido di dolore in questi versi che rispecchiano la realtà quotidiana.

C
Carlo Barretta22 gennaio 2014

Se solo ci fermassimo a riflettere e vedere queste vite abbandonate per strada, non con gli occhi dell'indifferenza e con la fretta nel cuore, ma con la consapevolezza che sono vite uguali alle nostre, forse questo mondo girerebbe più lentamente, ma ci assicurerebbe maggiore serenità e rispetto di noi stessi. Bella e pienamente condivisa

Catia Dinoni22 gennaio 2014

Come arrivano potenti questi versi, quasi trafiggono l'anima nell'urlo della disperazione... quante croci si devono portare pesantemente sulle spalle, e quanti di loro cadono sotto il loro peso, tra l'indifferenza più totale. Vite ai margini, con sguardi rassegnati... e poi altri sguardi che non vogliono il turbamento e volgono l'attenzione da un altra parte... mi chiedo se basterà una preghiera per far udire quella voce?...Forse unendole, qualcuno si porrà in ascolto.

Alberto De Matteis22 gennaio 2014

Quanto tormento in questi versi della brava Autrice, che tocca, in maniera magistrale, un tema molto attuale e crudo, nella società opulenta di oggi. Eppure, proprio oggi, un barbone può sentirsi meno solo, poiché accanto al Cristo Gesù, c'è il Suo Vicario in terra, Papa Francesco, che alza la sua voce più d'ogni altro a favore degli ultimi, dei senzatetto e delle periferie. Una luce di speranza fra tanto buio.

Una preghiera che è insieme un atto di grande confidenza e affidamento. per quanto riguarda i veleni del corpo e dell'anima siamo tutti dei clochard, mendicanti di un pane che usi la farina macinata nei granai del cuore. certamente le difficoltà di chi non ha un tetto sono incommensurabili ma se pensiamo quante di queste persone scelgono una vita di strada liberamente, per sfuggire alle morse del quotidiano, ci rendiamo conto di quanto questo nostro mondo abbia dimenticato ogni valore umano. Bellissima lirica, chiusa fantastica

Rosita Bottigliero22 gennaio 2014

La condizione sociale che perseguita e rende tristi le persone più deboli resta hn tema importante. ... nessuno cerca di risolvere ...e si sente estraneo a un fatto non suo... che non appartiene. ... ...l'autrice con grande poetica ha affrontato una delle piaghe che l'uomo bnon guarda ma sfiora appena in un articolo di mondo... complimenti. Molto apprezzata

Emanuele Martina22 gennaio 2014

quanto disagio sociale, cresce la differenza tra classi sociali, i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, il popolo si aiuta da se, i governanti come vampiri, succhiano il sangue, quanta sofferenza nel vedere la gente che soffre la fame, in uno dei paesi più avanzati e democratici del mondo... cosi dicono, anch'io sono in una situazione difficile, ma non è lo stato che mi aiuta, loro continuano ad affossarmi con tasse e indifferenza, accanto a noi la gente che ci vuole bene, ma cresce la rabbia nel vedere i bambini e gli anziani soffrire...

Michelangelo La Rocca22 gennaio 2014

Versi di alta sensibilità civile e sociale che affrontano con grande vigoria etica e poetica l'eterno e mai risolto problema delle diseguaglianze sociali che nei tempi moderni anzicché diminuire aumentano a dismisura. L'autrice con sintesi poetica molto riuscita mette a nudo la piaga della povertà, dell'emarginazione sociale e dell'insensibiltà di quelli che poveri non sono. Non capiamo che fino a quando non staremo bene tutti, nessuno starà veramente bene perché alte saranno le tensioni sociali ed i conflitti tra mondo povero e mondo ricco. Il modo più intelligente di essere egoisti è quello di preoccuparsi degli altri e condividere nell'equità il benessere. Versi profondi e molto belli!

carla composto22 gennaio 2014

brava l'autrice che ci parla in versi di slendida poesia di un tema importante e forte ...il mondo degli invisibili, un mondo di gente che esiste ma che facciamo finta di non vedere... a volte sono scelte di vita ma spersone come noi che da un momento all'altro perdono tutto casa, lavoro... dignità letta veramente con grande interesse

Cinzia Gargiulo22 gennaio 2014

La crisi nel nostro paese sta facendo aumentare notevolmente il numero di persone che si riducono a vivere per strada perché di punto in bianco ci si ritrova senza lavoro e di lì il passo a perdere anche la casa e tutto il resto è breve ... e poi sentiamo di chi ha 1200 case, evade le tasse attraverso truffe e prestanomi... In che razza di mondo viviamo?...Più si ha denaro e più si diventa avidi e dimentichiamo che verrà il giorno in cui lasciando questa vita dovremo lasciare tutto, il denaro non lo portiamo con noi... Sono davvero indignata! La poesia offre lo spunto per molte riflessioni e per un esame di coscienza, che in Italia dobbiamo fare tutti... Opera apprezzata.

Matilde Marcuzzo22 gennaio 2014

l'autrice descrive una problematica sociale attraverso la protesta del mondo corrotto di oggi fatto di vicoli ciechi e e corruzione, fatto di odore pestilenziale del non ritorno e di un'aria imprigionata nella povertà quotidiana.

rita iacobone23 gennaio 2014

La poetessa ha saputo magistralmente dare voce alle tantissime persone che vivono ai margini delle strade tra difficoltà quasi sempre solo sfiorate dall'opinione pubblica, basterebbe un po' più di sincera generosità da chi ha il potere di legiferare sentendosi prima di tutto uomini umili, mentre protetti dal loro benessere difficilmente il problema li tocca veramente. Meno male che ci sono comunque tantissime persone che si dedicano all'assistenza volontaria di questi poveretti.

Agnese Iannone23 gennaio 2014

Il clochard o qualsiasi altro povero è più d' un Cristo crocifisso, porta la sua croce per tutta la vita, fatta solo di patimenti e privazioni. Versi toccanti e penetranti, che scuotono e commuovono solo gli animi sensibili come l'autrice della poesia. S+ F

Massimiliano Moresco23 gennaio 2014

Mi colpisce molto la prima strofa si queata bella poesia. Quel voler far assomigliare le pene del Cristo con quelle dei clochard. Pur tuttavia giustamente l'autrice rimarca l'assurdità dell'uomo comune che si trova in tale condizione. A lui spetterebbe di vivere perlomeno con dignità e con l'amore di una compagna. Piaciuta.

Il mondo invisibile degli ultimi e dei diseredati riappare e riluce nelle sensibili riflessioni di questi versi, pensieri accorati che sembrano per un attimo riscattare la solitudine e la speranza spezzata di tante persone dimenticate, accantonate ai margini di una società umana troppo spesso colpevolmente inerte e distratta, arroccata in un'indifferenza che non lascia scampo, drammaticamente disarmante proprio nei confronti di chi avrebbe più bisogno ... parole intimamente accolte e apprezzate

Paola Vigilante24 gennaio 2014

Una triste realtà sempre più diffusa con l'inasprirsi della crisi socio- economica attuale. Sempre più fratelli che si ritrovano a vivere un forte disagio sociale con il pianto nel cuore che impedisce di vedere un minimo barlume di speranza. Versi che inducono alla riflessione lasciando un forte senso di impotenza per il riuscir a far poco o nulla per risolvere questo problema. Risoluzione che dovrebbe essere relegata a chi detiene il potere resta tuttora inascoltata. Profonda e sentita.

Antonio Biancolillo27 gennaio 2014

Toccanti versi che ci fanno riflettere sul bene che abbiamo intorno a noi e che invece non siamo mai contenti cercando sempre qualcosa di più… senza pensare a chi non avendo assolutamente niente si accontenta magari solo di un sorriso tra i pensieri delle proprie speranze in questa società che ha saputo creare questo divario…e che oggi è ancora più in aumento … Quasi ci si è assuefatti …ma la sua preghiera è semplice e vera per le per le giuste aspettative di quelle cose basilari che spettano ad ogni essere… Molto apprezzata e sentita…

Vita D’Amico29 gennaio 2014

Una preghiera si leva alta nel cielo e col suo messaggio arriva dritta e con tutta la sua prorompente verità al cuore del lettore. Molto toccante e condivisa.

Francesco Rossi5 luglio 2014

Ammirato e coinvolto dal verseggiare dell'autrice che traccia quella giusta via solidale che è il punto d'incontro sociale e poetico di spiriti affini.