Tu li chiamavi giardini

Lascerò questo corpo
dove vecchie cicatrici
albergano nell'ossessione di te.
Dove le immagini passano
in un continuo loop di motorini rubati
di mancate erezioni
di violente carezze.
Lascerò questa casa
l'idea di una vita normale
Costruire palazzi su radici fradice e fango
alluviona la mente
Meglio il ricordo di una mano gentile
e dei miei seni a rendere
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