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Riflessioni 25 gennaio 2014 · lettura 1 min · 1113 letture

A imperitura memoria

Giovanni Facchetti 127 poesie pubblicate
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Il lavoro rende liberi la scritta all’ingresso ma dentro si compiva un tragico abominio, impersonavano l’uomo e il suo regresso quei mostri che idearon i campi di sterminio le vittime ammassate in luridi stanzoni marchiate come bestie e senza identità vuote di speranza e colme di privazioni vestite di un sacco e spogliate di dignità ognuno a rincorrere una sopravvivenza e tutte a soffrir per il freddo e la fame dov’era mai il limite della sofferenza se gli angeli son trattati in modo infame? nessuna pietà ai non idonei al lavoro, innocenti bambini, donne e malati son sei milioni le vittime del disdoro che in camere a gas verranno trucidati ma la memoria di chi è sopravvissuto durerà in eterno, non avrà un mesto oblio si perpetui il lamento di ogni caduto e ai colpevoli la pena e il castigo di Dio.
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Giovanni Facchetti
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