Filo spinato (Il giorno della Memoria)
Calogero Pettineo
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Ingannata la mente
la ragione sbagliò direzione
consumando il valore della vita
tra i muri e la prigione di filo spinato.
Il vento levò i lamenti
portandoli lontano dal cuore
e il tempo rubò l'amaro
alla disarmonia del silenzio
a chi marchiati a fuoco
con la pelle attaccata alle ossa
attendevano colori di giovani cieli
e derubati del futuro e della dignità d'uomo
in quella follia di falsi ideali
caddero come foglie strappate dal vento
in uno spettacolo senza nessuna gloria
senza sporcare la falce
sotto i colpi della stupidità umana.
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L'autore
Calogero Pettineo
Commenti (4)
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carla composto26 gennaio 2014
come zombi senz'anima... pelle attaccata alle ossa... crudeltà pura abominio... bella lirica per ricordare...
Bruno Leopardi26 gennaio 2014
Ogni poesia che parla di quanto accadde è una pugnalata che trafigge il cuore. La lettura di questa poesia, cruda e a tratti dura quanto bella e particolarmente umana, lascia svuotata l'anima. E come sempre penso che ancora l'uomo, oggi continua a perpetrare simili atrocità. E pessimisticamente mi dico che sarà così anche domani. Bella, dolorosamente bella.
poeta per te zaza26 gennaio 2014
Più che i morsi del freddo e della fame furono quelli ad affetti e dignità. Più che la fatica disumana fu avere in gabbia la propria libertà.
stelsamo27 gennaio 2014
Hai detto bene nella tua chiusa: "sotto i colpi della stupidità umana!"




