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Sociale 26 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2289 letture

Filo spinato (Il giorno della Memoria)

Calogero Pettineo 655 poesie pubblicate
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Ingannata la mente la ragione sbagliò direzione consumando il valore della vita tra i muri e la prigione di filo spinato. Il vento levò i lamenti portandoli lontano dal cuore e il tempo rubò l'amaro alla disarmonia del silenzio a chi marchiati a fuoco con la pelle attaccata alle ossa attendevano colori di giovani cieli e derubati del futuro e della dignità d'uomo in quella follia di falsi ideali caddero come foglie strappate dal vento in uno spettacolo senza nessuna gloria senza sporcare la falce sotto i colpi della stupidità umana.
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Calogero Pettineo
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Commenti (4)

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carla composto26 gennaio 2014

come zombi senz'anima... pelle attaccata alle ossa... crudeltà pura abominio... bella lirica per ricordare...

Bruno Leopardi26 gennaio 2014

Ogni poesia che parla di quanto accadde è una pugnalata che trafigge il cuore. La lettura di questa poesia, cruda e a tratti dura quanto bella e particolarmente umana, lascia svuotata l'anima. E come sempre penso che ancora l'uomo, oggi continua a perpetrare simili atrocità. E pessimisticamente mi dico che sarà così anche domani. Bella, dolorosamente bella.

poeta per te zaza26 gennaio 2014

Più che i morsi del freddo e della fame furono quelli ad affetti e dignità. Più che la fatica disumana fu avere in gabbia la propria libertà.

stelsamo27 gennaio 2014

Hai detto bene nella tua chiusa: "sotto i colpi della stupidità umana!"