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Riflessioni 27 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2730 letture

Olocausto

Giovanni Monopoli 774 poesie pubblicate
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Senza più ritorno quel lungo viaggio, deportati genocidi, olocausto, sacrifici dell’ultimo respiro, tutto perduto in un attimo da follia martoriati perseguitate esistenze nello spazio di un mattino. Lapilli dal cielo, segno di distruzione, baracche colme, ultime speranze di vita, nel crollo della umanità al crepuscolo delle lacrime nello sterminio di esseri “inferiori”. Sguardi d’innocenti bambini sperduti nel vuoto, litanie evocate nei tristi destini di forni crematori, lento quel treno s’accosta all’ultima fermata, nello stridio d’infreddoliti ceppi... premonitori. Foto immortalate a rammentare recente passato, cumuli di valigie accantonate coi ricordi occhiali, vesti bruciate come le vite in camere a gas nella pazzia annunciata a memoria dell’essere umano. Sterminato campo, fili incrociati, calpestio di striscianti passi scanditi nel tempo freddo pungente, pianti dirotti risuonanti per non dimenticare mai la libertà perduta.
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Immagine web 27 Gennaio Giornata della Memoria

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Giovanni Monopoli
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Commenti (1)

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Sara Acireale27 gennaio 2014

Un viaggio lungo, interminabile verso una meta ignota. Un viaggio senza ritorno. Oggi, più che mai non bisogna abbassare la guardia, oltre a NON DIMENTICARE bisogna educare le giovani generazioni al rispetto verso gli altri esseri umani e a essere contro ogni tipo di razzismo e antisemitismo. Ai vari "revisionisti" che con metodo scientifico cercano di demolire l'orrore del 900 vorrei dire: "Perché non vi revisionate il cervello?". Una poesia di profondo spessore che farei leggere in tutte le scuole.