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Sociale 27 gennaio 2014 · lettura 1 min · 1655 letture

Per non dimenticare

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Una barriera di filo spinato segna il confine tra la vita e la morte milioni di uomini sottoposti ad atroce supplizio accomuna la stessa sorte. Un solo viaggio, una sola destinazione riconduce alle porte di Auschwitz, imprigiona nel braccio della morte senza via di scampo. E non hai più né padre né madre, non riconosci tuo fratello, si confonde l'odore del sangue nella mischia... Ebrei marchiati come bestie dalla guerra e dall'odio han scordato il loro nome, non hanno un tetto, una patria nessuno ad attenderli al ritorno... semmai ci sarà, per chi superstite potrà assaporare la libertà... non c'è più sole, ma vive nel buio del terrore sulla pelle porta il segno della vergogna, un atroce senso di colpa lo condanna una seconda volta, semmai sopravviverà... e non c'è autocommiserazione, innanzi a cotanta crudeltà e nefandezze dell'umanità rimani con occhi esterrefatti, pieno di stupore.
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Ogni giorno dovremmo ricordare l'Olocausto, trasmettere la memoria di questi orribili fatti alle generazioni future, riflettere sulle conseguenze dell'antisemitismo, fare in modo che non si ripetano azioni d'intolleranza, indice del malessere della nostra società che mette a repentaglio la sopravvivenza della stessa democrazia.

L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (1)

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Bruno Leopardi27 gennaio 2014

L'ho molto sentita questa poesia dolorosa che diventa quasi un racconto, fotogrammi in versi che ti passano negli occhi. E li vedi i padri ed i fratelli varcare quel posto orrendo. E lo senti dentro l'odore della morte. E lo vedi quasi il fumo. Il fumo, questo è ciò che rimane: un fumo denso che noi non dovremmo mai dimenticare. Ma poi, ti giri intorno e t'accorgi che la storia non ha insegnato molto agli uomini e di sangue e morte orrende ancora egli si macchia. Molto intensa.