Olocausto
Angela Fragiacomo
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come rondine torna
la conta: canute or sono, ali
varcano crocicchi -
nella nebbia
un cancello,
per mano di - affila la punta
conoscendo mola, il gelo del pioppo
- e della segatura il tornio;
ditemi voi, ora
quale sufficienza al ceppo
che vanta
misura d'un carro di morte - fame!
vi sia la dimenticanza
non valga il nome
- a ristorare
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (2)
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Annamaria Barone29 gennaio 2014
come quei binari, come il fiato spezzato dalla nebbia, come la paura e l'odore nauseante della morte, come la violenza che prima di esplodere si gonfia di silenzio, come quei luoghi nei quali entri, a distanza di 70 anni ed ancora grondano sangue e morte...
Paola Galli30 gennaio 2014
immagini secche e fredde, d'un tempo che si ferma oltre quel cancello e per sempre nelle nostre menti! intollerabile ed inaccettabile la mano dell'uomo carnefice!!


