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Introspezione 12 maggio 2007 · lettura 1 min · 965 letture

Alzheimer

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Daniele Fabbri 110 poesie pubblicate
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Ora non mi fai più paura come quando a scorrer l'occhio su e giù fino al mezzo fermar ad incontrare il nome mio fra trenta chiamato forte a silenzio infranto. Ora, sosipinta carrozzella regge pupille inutili allo sguardo e dove rare trine v'eran di perfezion di versi restan scomposte labbra a balbettare monche sillabe sconcluse Ora, comprendo bene non colte da immaturo ricchezze a piene mani e, severità ricambia fugace una carezza Ora, mi vorrei sentir chiamato ultimo nome da questo volto di malattia storpiato e grato all'ombra dei platani t'affido muto mio vecchio caro professore di latino...
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Daniele Fabbri
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Commenti (2)

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Maria Francesca12 maggio 2007

Splendida, nel suo significato, nella forma espressiva, commovente e impegnata, attuale e coinvolgente.

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Marina Como12 maggio 2007

stupendo spaccato di vita nel ricordo della severità del professore ora reso ”di malattia storpiato” con punte di tenerezza e gratitudine. il declino di un uomo ben trasuda nella struttura narrativa