Alzheimer
Ora
non mi fai più paura
come quando
a scorrer l'occhio
su e giù
fino al mezzo fermar
ad incontrare
il nome mio fra trenta
chiamato forte
a silenzio infranto.
Ora,
sosipinta carrozzella
regge pupille
inutili allo sguardo
e dove rare trine
v'eran di perfezion di versi
restan scomposte labbra
a balbettare monche
sillabe sconcluse
Ora,
comprendo bene
non colte da immaturo
ricchezze a piene mani
e,
severità ricambia
fugace una carezza
Ora,
mi vorrei sentir
chiamato ultimo nome
da questo volto
di malattia storpiato
e grato
all'ombra dei platani
t'affido muto
mio vecchio caro
professore di latino...
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Commenti (2)
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M
Maria Francesca12 maggio 2007
Splendida, nel suo significato, nella forma espressiva, commovente e impegnata, attuale e coinvolgente.
M
Marina Como12 maggio 2007
stupendo spaccato di vita nel ricordo della severità del professore ora reso ”di malattia storpiato” con punte di tenerezza e gratitudine. il declino di un uomo ben trasuda nella struttura narrativa