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Riflessioni 3 febbraio 2014 · lettura 1 min · 2991 letture

Nelle tue braccia (mare)

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Non ti chiederò elemosinando amore ali, per quella sete, quello sguardo quando sento la riconciliazione porre l’anima al tuo prodigio nell’intangibile mistero di un’emotiva unione spiritualità ancestrali, d’immense acque. Domanderò, probabilmente dov’è che finisce il mare nell’urlo acuto che grida vita dove annienta le violenze in vorticose onde o, negli arroganti inverni senza oggi né ieri. Non potrei mai chiedere perdono al respiro se con esso sono il battito, la marea disperata amante di sole e luna depositando lo sguardo alla ricerca di un tempo percorso nel dolore cucito a suole che realizzano l’amore asciugando il sale sulle tue scogliere.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (8)

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Giacomo Scimonelli3 febbraio 2014

''...non potrei mai chiedere perdono al respiro...''che versi e che emozioni suscita l'intera poesia... sentita e profonda introspezione

s
santo aiello3 febbraio 2014

Dov'è che finisce il mare... Qui si aprono gli orizzonti, qui è l'oltre dei pensieri. L'unione spirituale, oltre i corpi, oltre la materia... Dove finisce il mare, l'esistenza ... I passi del dolore che lasciano orme vive dentro l'anima, formandola come fa l'acqua coi sassi. Un processo infinito e il mare che non ha fine, nel suo ripetersi mai uguale, infinito. Bellissima poesia, sentita... è come un respiro profondo, un ascolto di abissi sconosciuti... Davvero bella.

nemesiel3 febbraio 2014

Niente come il mare sa dare l'idea dell'infinito nel nostro finito guardare. Dov'è che finisce il mare... già dove. E dov'è che inizia? Un assoluto connubio con l'anima si evidenzia in questa poesia, connubio tratteggiato in versi di profonda spiritualità dove il sentire umano si sposa con lo spirito della natura, della sua forza e della sua bellezza.

Bruno Leopardi3 febbraio 2014

E' difficile viverla la vita. E. ancor di più è difficile appartenersi e appartenere. Essere se stessi senza giungere semmai per "amore" quasi ad annullarsi. E poi il mare. Questo mare che col suo "ondare" prende e ritorna e ogni attimo rende migliore o peggiore alla stregua dell'anima a volte. Bellissima.

Antonella Scamarda3 febbraio 2014

Unico colore, unico respiro, la stessa voce... le onde abbracciano questi versi, questi versi hanno lacrime dello stesso sapore del mare...

Paola Galli4 febbraio 2014

"non potrei mai chiedere perdono al respiro"...esso non abbandonerà il battito solo per il dolore, solo perché ci si sente sfiniti ad un bivio, ed il mare, anche lui è infinito, fa sentire la sua forza, la sua rabbia a volte implacabile nel suo vorticoso muoversi! a volte sentiamo addosso quel vortice e vorremmo essere in quell'abbraccio... confidente e padrone del nostro eterno dolore!! è bellissima!

Fiammetta Campione4 febbraio 2014

L'immensità del mare, l'immensità dell'anima... un'alleanza in cui l'una si specchia nell'altro, dove le correnti trasportano in profondità da esplorare, immense e meravigliose quanto misteriose

Elle4 febbraio 2014

A chi elemosinare se poi quel mare è la tua stessa essenza. Se rileggo più volte ciò che mi resta veramente dentro e lo trovo straordinariamente bello " quando sento la riconciliazione porre l'anima al tuo prodigio"... è fede, è inchino... Meravigliosa.