Lume di nume
Vennero giù i bastioni e i guardiani di ronda
infuriava la tempesta su un instabile tolda
sgretolati svaninorono le ultime mura
come sabbia leggera.
I custodi della sacra gioia
liberarono vacua memoria
I tenutari dei labirinti
stracciarono i fili intrecciati
si persero tracce brancolando in tortuosi meandri
la cecità sopravvenne, neanche più il nero si distinse.
Rimase il barlume
tremula luce di un lume
tenua speranza che allevia il dolore
e nel cuore sprizza d'amore.
Si visse la vita, la sola l'unica che ci fu data
si condussero battaglie senz'armi ne onori
si cercò nel simile l'afflato divino
l'alma che accerchia e acceca
seppur minuscolo lumicino.
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Commenti (2)
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Patrizia Ensoli3 febbraio 2014
Un animo imprigionato un'introspezione che poggia basi sulla ribellione un " Lume " tenue, ma pur sempre acceso e in attesa di quella folata di vento che lo alimenti ridonandogli tutta la brillantezza dell'ardere!
Fiammetta Campione4 febbraio 2014
Mi piace quel tempo al passato, che dà alla lirica un sapore di vita vissuta, di uno ieri che è ormai storia... quando tutto si fa buio, un barlume che di giorno nessuno vede diventa luce splendente, e guida per una rinascita!

