Tempesta di ghiaccio
alias Marina Pacifici
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Consolerà la primavera di un incontro
la desolazione di un binario vuoto
in una stazione in abbandono,
dimenticata nel gelo e nella pioggia,
dileguando l'inverno ed il ghiaccio.
Lo sai,
amor mio,
quanto io aneli al tuo abbraccio!
Ed il tuo sorriso
è carezza di luce, rifugio, tregua
per chi, come me,
conta in solitudine e disincanto le stelle cadenti,
gli affetti dispersi dopo il naufragio
e vive, esule dai sogni, all'addiaccio.
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (2)
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Francesco Rossi7 febbraio 2014
Introspezione di livello per aver preso un punto di partenza non determinato come la desolazione di un binario vuoto che ha valore simbolico ed in questo valore l'autore esprime creatività nella carezza di luce per chiudere in modo coinvolgente.
Duilio Martino10 marzo 2014
Una bellissima introspezione che parte apre speranzosa... che dipingere un quadro dai forti contrasti, quelli della solitudine e del disincanto e quelli accesi di una probabile primavera che archivi... il passato! Molto ben curata, colpisce l'attenzione posta nella punteggiatura e poi trovo fantastico il chiusa quel "esule dai sogni..." una bellissima figura per dire del "Disincanto". !


