Per amor del cielo
Salvo Scamporrino
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Disteso sul verde d’un’erba umidiccia,
m’accorgo di te, o cielo che scorri
entro ovattate nubi rigonfie di boria.
Andirivieni di luce e di ombra m’assilla.
Non voglio assorbirti, cielo,
sol voglio solivago navigar per l’alma mia,
c’altro non merita se non pietà.
Ubriaco di dolce follia, t’ammiro,
o cielo cristallino di trasparente purezza:
eppur mai fosti superbo, mentr’io,
vagabondo tra plaghe desolate e sterili,
mi vanto della mia mortalità. Misero.
Lo stridore del mio singhiozzante pianto,
giammai ti commuova. Né le mie pene.
Il lacerante urlo non udire, o volta infinita,
lascia che il mio lamento si disperda
tra le nuvole sospinte dal vento. Amami.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
Commenti (1)
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Francesco Rossi8 febbraio 2014
Vive le impressioni in poetica sciorinata scioltamente

