Con l'abitato cuore
Ascolta
amica del silenzio,
ascolta
l'angoscia del tremulo pianto
ho da narrarti il nulla
che il nulla vivo.
E' questa la mia vita,
son io cieco al giorno
perché desidero la notte?
E nella notte vago
con l'abitato cuore
e innocente vado
con l'umano amore.
Felicità non essere crudele,
irridi la speranza
al capo reclinato,
no, io ancor mi vedo
e nel petto vedo la spugna
che chiede vita e giorno
e non più sogno.
Felicità di pietà avara
apri le imposte
della cieca stanza,
volgi voce e sguardo
alle infauste mura,
del pallido rumor
di questa vita,
fanne frastuono.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
l
Tutte le opere →
L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!