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Introspezione 8 febbraio 2014 · lettura 1 min · 2165 letture

Nel mio silenzio

Emanuele Martina 281 poesie pubblicate
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Quand’ero piccolo m’innamoravo di tutto correvo dietro le nuvole sul cielo stellato piangevo e ridevo ed ero sempre innamorato Senza aver nulla sorridevo alla luna ingenuo alla sorte ed alla sfortuna Nel mio silenzio cantavo solitudine e paura solo per un attimo per poi fuggir via dal pensiero e dalla malinconia Spengo la luce per non vedere i numeri che siamo diventati tra sorrisi sbagliati e bollettini pagati Tornerò a rubare le stelle per riscoprir che son sempre quelle Spengo il tempo accendo un sorriso lo metto sul comodino per vederlo quando mi sveglio al mattino e ritornare ad esser bambino
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le prime tre strofe leho prese in prestito dal grande De Andrè

L'autore
Emanuele Martina

Sono nato il 27 maggio 1980 a Copertino(Lecce), ho sempre studiato e lavorato, ho superato 19 esami di giurispridenza senza laurearmi,a Maggio 2017 ho publicato la mia terza raccolta di poesie: NEGLI OCCHI DELLA NOTTE ,la mia più grande passione è ovviamente scivere: scrivere, scrivere sempre e di tutto. Scrivere pe

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Commenti (4)

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carla composto8 febbraio 2014

un voler ritonare ad un modo di fanciulli dove la malinconia non ha tempo e fugge via... bellissimi versi che descrivono l'inedeguatezza ad un mondo di cifre, senza più fantasia ...bellissima la chiusa ...bravo il poeta...

Alberto De Matteis8 febbraio 2014

Quanta verità è insita in questa bellissima poesia! Per il bambino il niente è tutto, mentre per l'adulto il tutto è nulla. Mi piace, a tal proposito, citare quanto ha scritto Paulo Coelho: "Se non rinasceremo, se non torneremo a guardare la vita con l'innocenza e l'entusiasmo dell'infanzia, non ci sarà più significato nel vivere".

Francesco Rossi8 febbraio 2014

Il poeta ha preso a prestito le prime strofe e ha proseguito con originalità coinvolgendo il lettore.

Sara Acireale9 febbraio 2014

Siamo diventati numeri e non più persone, oggetti invece di soggetti. Viviamo immersi nel buio e nell'apatia, dobbiamo attivarci, fare qualcosa per ritrovare la nostra peculiarità, dobbiamo (soprattutto) ritornare ad avere un cuore bambino che ci trasporti nel mondo dei sogni e della fantasia, che ci faccia vedere il cielo un po' più azzurro e ci faccia meravigliare...