Poi, mi donerai il sereno

Ti ho sentita arrivare
annusato l'acre tuo odore
e ora tintinni sonora
ed io vivo
seppure
divien sempre più amaro
questo cader di foglie
nel suono rapace notturno
Sei triste ferita sul vetro
scendi silenziosa
e piangi l’azzurro
in gocciole di cristallo
tremi ricamando
ghirigori
Ti rinnovi primitiva
intimamente
nell'Anima
in un sentire vibrante
dove non ange ampollosità
Sei pioggia
ti vedo con l'occhio del cuore
assaporo e mi disseto
alla fonte dell'Amore
Amo la semplicità
del tuo grigio ritmo
in armonia
con la danza della vita ...
poi
mi donerai
il sereno
e nella notte
la musica delle stelle.
©
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Commenti (3)
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Silvia De Angelis17 febbraio 2014
Immagini e sensazioni di grande intensità, in un poetare delicato e scorrevole, dedicato a un far di natura, che riesce a emozionare Poesia molto apprezzata
Gianna Occhipinti17 febbraio 2014
Attenzione e sensibilità nei riguardi di uno "scrosciar di pioggia" che genera una vera esplosione di sentimenti, nel cuore di questa Autrice. Si resta ammaliati dalla bellezza di questi versi, generosi di pennellate d'armonia.
g
giuseppe stracuzzi18 febbraio 2014
Ester, mi piace molto questa tua pioggia come sai seguirla nel suo itinerario e dietro i vetri e come sai vederla con "l'occhio del cuore"

