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Sociale 10 febbraio 2014 · lettura 1 min · 2505 letture

Germania greca

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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E’ l’uomo doppio: si fa trascinare da contrastanti stimoli, col tempo che scompiglia le carte della vita. E nell’antica Grecia si realizza sintesi d’attitudini diverse, in due città per questo assai famose. L’Atene culturale, dei filosofi, poche cose in comune possedeva con quella Sparta tanto militare. Ateneo e spartano, le parole ad esse collegate, sintetizzano di vivere il modo differente. Stato ci fu, più d’ogni altro incline a studiare, a seguire seriamente gli esempi dati dalla Grecia antica: così talvolta Atene, così Sparta talaltra, il loro fascino, l’influsso sul germanico mondo esercitarono. (Se vette di cultura si raggiungono, è più facile, ripida, discesa nella palude della distruzione.)
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Per comprendere meglio, forse, come la Germania abbia oscillato, nel passato (anche) recente, tra Atene e Sparta, può essere utile questo breve aneddoto che ho trovato alle pagg. 65 -66 di "Storia dell'Olocausto", di Klaus P . Fischer, ed. Newton Compton, Roma, 2015: "Lo storico Gordon Craig, che visitò la Germania nel 1935, quand'era ancora studente, ebbe una conversazione con il console americano a Monaco di Baviera, un certo Hathaway. Egli si domandava (...) perché i tedeschi, che come filosofi o teologi avevano espresso un individualismo tanto incoercibile, si fossero piegati con tanta prontezza e abiezione, come cittadini, all'autorità secolare. Ebbene, aveva ricevuto una risposta assai rivelatrice da un uomo che evidentemente quel popolo aveva imparato a conoscerlo: 'Vede, io abito in un paese a sud di Monaco, dove sono tutti lavoratori e gentili e per niente interessati alla politica, e ci rispettiamo a vicenda. Ma se arrivasse qualcuno in uniforme e dicesse loro: - Marciate!, essi marcerebbero. E se dicesse loro: - Tagliate la testa a Hathaway! E' cattivo!, risponderebbero: - Non lo sapevamo!, ma mi taglierebbero la testa lo stesso. ' "10 aprile 2015
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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carla vercelli11 febbraio 2014

Sì, è l'eterno contrasto tra la vita meditativa, contemplativa e quella attiva, contrasto già maturato nella culla della nostra cultura occidentale, l'antica Grecia. Quando, alla fine dell''800 in Germania si dimenticò la dimensione sacrale, se non sacra, delle pagine di Goethe o della musica di Wagner (tanto per citare due geni dell'epoca e del luogo), le vette culturali raggiunte non lasciarono spazio che a discese in cui marciare militarmente (come d'altronde in Russia quando si scordò l'intensa spiritualità dei suoi grandi romanzieri...). Bella riflessione che ne induce inevitabilmente altre, la più collegata e tormentata è forse la contrapposizione tra lo spirito apollineo e quello dionisiaco del grande filosofo tedesco Nietzsche.