Il clochard della pioggia
massimo turbi
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Il clochard della luna
si perse nel nulla
parlando tutte le lingue del mondo
e senza sapere mai se fosse morto o vivo
nel ventre materno in cui si rifugiò un giorno
non avendo casa, né patria, né famiglia.
Il clochard della luna
conservò sempre
dentro la tasca consunta dalla tempesta
celandola in gran segreto,
una piccola conchiglia spiaggiata una domenica
in riva al mare
e quando si sentiva solo
ascoltava la voce della luna
rimembrando gli sguardi del padre
mentre volava insieme agli aquiloni
nei giorni di festa.
Il clochard della luna
pianse danzando sotto le stelle fredde del cielo
e sorrise per un istante prima di addormentarsi
sognando di rinascere ancora una volta
nel grembo dell'amore
desiderando di essere voluto
con tutta la passione dell'intimo ardore
insieme alla conchiglia spiaggiata in un giorno di festa
il clochard della luna
dipinse con lo sguardo la bellezza delle nuvole
respirando il candore di una vita felice
rincorrendo l'amore spostando i confini
al di la dei tuoi occhi che piansero ancora
sopra le mie spoglie infangate di pioggia
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massimo turbi
Commenti (1)
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Antonella1710 febbraio 2014
La vita errabonda di un clochard diventa spunto per emozioni e scoperte. Nascere nel ventre amoroso dell'amore di una famiglia che sa essere nido sicuro e gioco dietro ad un aquilone. E poi l'amore con le sue mille gioie e gesti importanti.

