Meta e morfosi
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
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eccolo, il carissimo scrittore della mimesis etteraria. banale dire che conosco anche io il testo ma dirò che gregor non esiste, gregor è deluso di non esistere, gregor non ha voce, solo pensieri, gregor ha terrore di essere visto, di essere capito. Gregor è come lo scrittore, gregor è come te, è come me. plauso .
Non noto cambiamenti influenti... forse è proprio la corazza, (così evidente e sgradevole alla vista perlomeno nel libro) che un po tutti noi formiamo è capace di crescere e rafforzarsi per difendere il personale mondo intimo che appunto rimane uguale e, per certi versi, prezioso.
Il racconto va da sè che risulti sempre inquietante anche dopo ripetute letture... mille interpretazioni e tutte, forse, poco attendibili anche se facilmente ipotizzabili. La poesia del nostro non vuole essere inquietante ma quasi sbeffeggiare quello "stato del pensiero" a cui la sua ragione lo induce... Inquiete notti? Forse. Come Gregor non si scompone ma a differenza di Gregor non teme lo sguardo degli altri né le difficoltà del cambiamento... perchè? Forse perché il cambiamento non esiste. Chiusa sagace, abile, intrigante.



