288 lettori online · 361.383 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 12 febbraio 2014 · lettura 1 min · 964 letture

Fede astratta

T
Tonia La Gatta 452 poesie pubblicate
+ Segui
Il Dio che atterra e suscita mi batte nella testa cercando di convincermi che dopo tutto resta ed io che sono succube di questa malattia non so come intraprendere la netta giusta via. Il Dio che mi consola risulta alquanto assente in questa dannatissima stagione già perdente ed io che sono carica di niente e voglio più mi trovo a non comprendere cosa pretende. Il Dio che il ciel governa in altro è indaffarato e questa Italia gravida si bea dentro il suo stato ed io che son piccata per questa farsa antica assisto inerme e afflitta. Che schianto e che fatica! Il Dio che mi rimane ha solamente un occhio e naviga guidando un vecchio antico cocchio ed io che sono amata da chi mai lo saprò vorrei che almeno in ultimo facesse un bel falò.
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
T
L'autore
Tonia La Gatta
Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi12 febbraio 2014

Poetica sul sociale piacevolmente dissacrante, sconfessati i luoghi comuni emerge la visione reale del vuoto che ai giorni nostri ci sta intorno.

A
Antonio Terracciano12 febbraio 2014

I versi sono tutti settenari (eccetto l'ultimo della seconda strofa) e basati su un sapiente gioco di rime. La poetessa esamina tutte le possibili sfaccettature di un Dio che, comunque lo si consideri, non sa risolvere i nostri problemi sociali. E' il falò la soluzione? Non saprei, ma certamente, col tempo, siamo ad esso destinati!