Figli della terra
massimo turbi
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Vagabondai alla luce
della chimera poetica
ubriacandomi d'incertezze
sensuali del Tao
ubicato nella psiche
dei respiri nebulosi
Tratenni il fiato
guadando il mondo
con gli occhi del cuore
per non sentirmi morire nella fragilità
in cui vivo ogni giorno
senza te .
Mi ridestai al sole primaverile
confessando all'uragano
-che piegò i miei campi di grano
in un batter d'ali -
la colpa di non aver preteso
di essere felice.
Mi assolvo donandomi la procreazione
-essendo sterile nell'attimo in cui
nacqui sotto il segno del toro-
che Dio mi fregiò di avere figli della terra,
figli generosi, figli della mente e
figli del mondo,
ma scegliendo sempre figli dell'amore.
La passione ci prese per mano,
colmandoci dolcemente
con piccoli baci fragranti e leziosi,
per non farci sentire mai soli
in questa valle d'afflizione
colmi e dal cuore languido d'emozioni immense.
©
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