Apposta
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tristissimo ritratto di un'infanzia negata all'amore stracolma di futili luci rumori colori per coprire l'assenza di baci... l'ho letta e riletta forse ho esagerato, o interpretato troppo intimamente la tua rabbia
una poesia devastante, nella sua spietata tenerezza verso le mille solitudini, piccole e grandi... intorno e dentro noi... stupefatti, irretiti, ci accostiamo a questa realtà... feriti dal pensare.
Emblematica è a dir poco. Trasfusione di parole ed assiomi asinestetici. Trasformata in una visione boreale. Marna, t'apprezzo più di prima.
Magari non c'ho capito nulla, ma sembra una ribellione contro i mondi fantastici in cui ci catapultiamo o ci scagliano per sentir meno la mancanza dei contatti umani, in particolar modo l'assenza dei genitori.Marna... sei brava.
Un testo molto sentito, sento sconcerto dell'autore. Mi è piaciuta molto
sai come colpire..come far nascere interrogativi che non ci lascino spettatori freddi e distaccati.la tuaribellione tocca, coinvolge e trascina.


