Solo
Calogero Pettineo
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Gli occhi impauriti
riposano stanchi
su un talamo di chiodi
correndo tra le memorie.
Ogni muscolo del corpo
sta male fuori dai sogni
privandosi del perdersi in te.
Al risveglio
come un condannato a morte
ozio su una sedia
attendendo la fine del tramonto
per poi riperdermi ancora
prima di morire
nei tuoi, nei miei vent’anni andati
tra i mille arcobaleni
fino a che, il nero della notte
mi abbraccia, sopprimendo la solitudine.
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L'autore
Calogero Pettineo
Commenti (1)
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Francesco Rossi24 febbraio 2014
Un letto di chiodi dove riposare non è certo agevole ecco la sofferenza una delle componenti dell'amore.

