1.947 lettori online · 358.645 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Ribellione
Ribellione 15 febbraio 2014 · lettura 2 min · 3055 letture

Repubblica

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
+ Segui
A valutare ci invita Il ventennale nuovo Secondo per natura Dopo che il primo Malamente è caduto. C’era chi scherniva Chi pure s’incazzava E intanto la grammatica Era umiliata. E mentre sentenziava Per il nuovo avvenire Eccolo sparire Con poca convinzione, Passare il testimone Al suo seguace Pur esso litigioso Con il verbo naturale. Nel nuovo han piazzato Tanto vecchio ma non solo: Pure Arcore e valette Barche a Vela in doppio nodo, Mortadella genuina, Pedalate in bicicletta E poi fatto fuori in fretta Per far posto allo studente Che ha studiato nel partito Per poi essere reggente Di un percorso non capito. Non capito a buona ragione Da chi lotta con passione Il perché di una scelta Che ripudia la vecchia casa Dove è nata la speranza Per una sempre giusta causa. Ecco oggi che pure a manca Il nuovo avanza Fra moltitudine e fermento Un dialogo forzoso Per la legge elettorale Strumentato e suonato Da un coro un po’ stonato. E' tramontata pure La seconda per natura Alla terza ci si avvia Con tanta e più paura. Perché se il dialogo Si cerca per votare Non si capisce allora Questo grande bailamme. Imperversa ormai continua Tanta disoccupazione E nulla si è fatto per trovar una soluzione. Forse diranno che questo non è vero, E che con ogni mezzo C’è stato tanto impegno. Io non credo all’ammucchiata Sia di destra sia di manca Credo solo alla ragione Che la lotta ha insegnato Per tornare a un passato Di tensione ideale Nella casa dell’ideale Per il futuro traguardare.
♥ 0 💬 10
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

Tutte le opere →

Commenti (10)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Una lirica che tocca un tema di grande attualità, la confusione politica e l'ottusità di quanti si ergono sul podio alla ricerca di un potere personale e mai primario verso un popolo che ormai non ha più speranza, in quanto vive da anni nella povertà e nella confusione senza trovare un minimo di fiducia nelle istituzioni, per riguadagnare la voglia di lottare e continuare a credere nella propria nazione.

Donato Leo15 febbraio 2014

L'autore ha messo in versi tematiche molto importanti. L'ultima parte, rispecchia il pensiero di molti italiani che chiedono governabilità.

Berta Biagini15 febbraio 2014

Non perde occasione l’autore per metterci in guardia su di un percorso da tutti sempre più sentito – purtroppo la speranza rimane bancora un lontano lumicino difficile da vedere.

G Mirra15 febbraio 2014

Fintanto ci saranno i soliti interessi personali, dietro ad ogni azione politica, non si avrà mai niente di buono per nessun cittadino. Intanto continuano imperterriti ad offendere l'intelligenza e l'onestà di ogni italiano con discorsi combattivi, apparentemente di giuste cause ma gli intenti sono sempre gli stessi (guadarli bene negli occhi quando parlano. Sono freddi e falsi). Arcore è un corrotto, caotico manipolatore, Gli altri fanno un po' da scudo ed un po' da tirapiedi gli uni agli altri. Non ci sono validi risultati da nessuna parte se non tasse ed ancora tasse ingiuste. Questa è la politica italiana e molti... purtroppo... ci vanno dietro come pecore al macello. Bravo, bella lirica...

Rosita Bottigliero15 febbraio 2014

tema importante... molto delicato svolto in versi da autore eccelso... complimenti

nemesiel15 febbraio 2014

Dai voce ad un pensiero che ci accomuna... non so davvero fino a quando reggeremo questi giochi di parte... questi valzer che non conducono a nulla e che nulla hanno portato... niente di veramente importante per quella larghissima fetta di popolazione che lavora sodo e fa fatica a far quadrare il bilancio familiere, niente per quella fetta, che si allarga sempre più, di nuovi poveri, per i giovani che non trovano lavoro, per la iniqua distribuzione della ricchezza in un paese che cade letteralmente a pezzi e non solo in senso metaforico... nessuno di quei passi che restituirebbero fiducia a cominciare dal dimezzamento dei parlamentari e abolizione dei loro privilegi, delle pensioni d'oro e... E se fossero i governanti che meritiamo?

Massimiliano Moresco16 febbraio 2014

La tensione ideale che ha sospinto giovani o meno verso la tensione spirituale per un mondo più giusto e meno sbilanciato, ha prodotto un certo appagamento. Purtroppo oggi esiste un solo ideale, il neoliberismo col quale fare i conti. Quella sottospecie di governanti che abbiamo in Italia vengono ammaestrati come scimmie a recitare in coro una rappresentazione tealtrale che è un insulto all'intelligenza.

Ventola raffaele16 febbraio 2014

Una poesia che tocca temi attuali condivisi e sentiti, ancora molto lontani dalla loro soluzione mentre la gente arranca sempre piú ...tema importante versi splendidi... complimenti.

Paola Galli16 febbraio 2014

ci sarebbe da commentare a vita la saggezza di questi versi che in poche righe hanno riassunto il teatrino di tanti anni! chi ha visto e creduto in certi ideali, quelli nati dalla voglia di cambiare, quelli nati da chi voleva giustizia e ci credeva, quelli della rinascita dopo una guerra devastante non può oggi accettare quest'ammucchiata dove a tutto si pensa tranne che al bene del popolo!

carla composto16 febbraio 2014

ben descrtta in questa lirica la confusione il caos generale ai quali veniamo sottoposti ogni giorno... ben trattato questo tema che credo ormai abbia portato il nostro paese allo sbaraglio... ideali, valori non esiste più nulla... sempre bravo il poeta