Mi fai paura

Da quando sei nato libero
uomo, non sei onnipotente
non sei padrone del mondo
e non puoi decidere la tua sorte...
con la tua ombra
oscuri un Dio che dà luce
e ti manderebbe dodici legioni di angeli
per la tua salvezza
tu cosa hai fatto...
conduci un gioco inventato da te
ascoltando solo te stesso
sei fragile, secco
flessibile come un ramo estirpato
della sua linfa
al vento del mattino...
Navigherai come anatra bianca nella luna
quando si versa liquefatta nello stagno
per raggiungere una scorza di paradiso
in quest'eterno fiume in rivolta
e non ti farai più domande...
©
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L'autore
Mariasilvia
La poesia, sinonimo di semplicità, l’attitudine che ha l’anima di liberarsi e di volare anche senza il vestito della festa. È dare voce ai propri sogni. E’ far tacere la mente e far parlare il cuore, per arrivare ad emozionare con Pensieri e Sentimenti che nascono dentro ... Vorrei trasmettere stati d’animo, com
Commenti (2)
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Gianna Occhipinti15 febbraio 2014
Una lirica che coinvolge anima e cuore per un tema che l'Autrice affronta con grande sensibilità e dovizia di significato. Sì, condivido anch'io il suo pensiero: l'uomo che si crede un dio fa davvero paura!
Grazia La Gatta15 febbraio 2014
Anch'io sono d'accordo con il pensiero dell'autrice. Senza Dio nel cuore e nell'anima, non si va da nessuna parte. Quando l'uomo inizia a sostituirsi a Dio, iniziano le tragedie. Bella e coinvolgente ribellione.

