"L'insulto"
Stefano Drakul Canepa
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verme che rode
la pelle bianca al cuore
di cose scure (D)
Il verme dell'errore scavava piano,
germe della brezza rivolta ad ovest
dove il sole è una cancrena stella
e l'ombra una nuvola di terra nera
Lo sguardo era un clamore di fata
che ha venduto la sua pelle bianca
ad un pelo di giuda, scura verga,
per un gioco soffiato alla luna storta
Il seme del dolore rodeva lento,
grumo di un talento mal disegnato
ai confini di una notte troppo breve
con le botte e le parole acide di mare
L'insulto sembrava un laido sapore
di gioco appeso alle ruggini catene
ma presto avrebbe corroso gli occhi
e tutto ciò che non è rispetto di cuore
Battito di fiele questa corda tesa, sola,
Quando il ricordo delle nuvole chiare
Non fa primavera.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Tonia Fracella16 febbraio 2014
Una tematica importante affrontata attraverso versi incisivi che ripercorrono situazioni in cui le brutte azioni e le parole giungono a ferire pelle e cuore, lì dove a volte manca ogni forma di rispetto per il cuore altrui. Poesia di grande impatto emotivo.

