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Sociale 17 febbraio 2014 · lettura 1 min · 2896 letture

Vita disadorna

Ventola raffaele 559 poesie pubblicate
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Pensavo di godermi la pensione dopo anni di rinunce e sacrifici, invece è stata solo un'illusione intanto grido al vento i miei supplizi. Quando c'era mio marito poveretto a casa non mancava un po' di pane adesso che son sola dentro il letto me la prendo col governo infame. Ieri al supermercato c'ho provato Ho messo in tasca un pezzo di formaggio quelli della sicurezza mi han beccato mi hanno cacciata, ed ho evitato il peggio. Ma che vergogna, poi mi ripetevo Per quel che ho fatto io chiedo pietà non ho rubato perché pretendevo E' stato solo per necessità. Son stanca di una vita disadorna e rifugiarmi nella carità... meglio restare a piangere da sola che calpestare la mia dignità. Eppure noi eravamo il bel paese fino a non molto tempo fa adesso non si arriva a fine mese la "dolce vita" non abita più qua.
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L'autore
Ventola raffaele

Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!

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Commenti (5)

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nemesiel17 febbraio 2014

Argomento, purtroppo, di triste attualità. L'autore ha molto ben evidenziato la dignità della nuova povertà, di quella fetta sempre più numerosa di gente onesta costretta ai limiti di un vivere che ormai sta togliendo dignità e speranza.

Bruno Leopardi17 febbraio 2014

Una poesia dolorosamente vera. Scritta benissimo. Versi belli e sofferti. Molto, molto apprezzata.

Alberto De Matteis17 febbraio 2014

Un tema d'una cruda attualità che induce a riflettere... tutti.

Berta Biagini17 febbraio 2014

Verità che respira ogni giorno e per la quale più niente si può fare se non continuare a sperare affinché quanto prima possa tornare il sorriso sul volto di chi è costretto a simili sacrifici.

s
sergio garbellini18 febbraio 2014

Una panoramica sulla situazione attuale di tante persone costrette dalla necessità a violentare la sua naturale onestà per sopravvivere. Una condizione sociale dettata dalla crisi, dove la fame e la miseria sono all'ordine del giorno e la fanno da padroni. Una trama descritta con somma verità e con versi naturali senza particolari ricorsi all'ermetismo. Molto scorrevole, bella e letta con sommo piacere, apprezzata.