Fune
Angela Fragiacomo
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a distanza (a vista)
- considerando inesatta la spinta
mi godo un the
nell'acqua calda sciolgo di me la cupidigia
il perdurare
dell'apparire, lieve quanto dolce;
a estrarmi come una bustina - dall'impasse -
un cantore
- e io che
credevo a specchio -
dall'angolo cieco una crepa,
sposto il peso, dispongo fila di carte sul tavolo - pancia in su -
bianche tenere riflessi di Dio
- trasparente -
come ad agitare
agitare
questa l'ora: scendono a mare donne e carrozzine
s'avventa sul pesce fresco del porto, un corvo
s'odono grida;
dopo tanto, è freddo il the
a bordo tazza insipiente la fune - di un sol passaggio
color cerase, sanguigno
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
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