Del tempo che rimane
Maria Grazia Vai
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Accompagnami dove il tempo
come pioggia, cade ad aprire solchi
negli angoli parlanti della nostra distanza,
mentre il dolore inciso su questo fogliame stanco
quasi fosse uno squarcio silenzioso, raggiunge i nostri passi.
E intanto che riempio
le nostre tazze con il succo del melograno le
mie paure ti scrivono
come fosse il sorriso dei contorni,
quello ruvido come gli sguardi di cartapesta
che vorrei appendere al ponte delle nostre poesie.
Ricordi? fui l'albero
che aveva in una foglia la tua dimora,
l'ombra dentro cui perdersi
nell'attesa di miliardi di stagioni,
cercandoci dove il vento trasportava ogni direzione
Eravamo l'inchiostro e la radice
dello stesso intaglio. E tutte le parole germogliate dentro.
Le stesse che coltivo ancora, come un cielo di fiori
dopo la grandine
E' lì che aspetto si sollevi ancora il petto,
quasi fosse un volo d'anatre al di sopra del mare o
il gracidare lento dell'inverno
dentro una conchiglia vuota.
In un giorno che va via
mentre il mio rimane ancora un'ora -e ti respira
tra i semafori spenti e le onde ruvide
di una città deserta
Silenzioso. Come sguardo di coccinella.
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Maria Grazia Vai
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