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Introspezione 22 febbraio 2014 · lettura 1 min · 3312 letture

L'ultima neve di maggio - Sinestesia del dolore

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Così mi sento, madre, una terra solcata e incolta; sepolta dalla ultima neve di maggio, l'anima tace e il respiro si fa corto. Di Te mi urla un'umida quietudine di Te mia sete suscita tormento e tremo quando in statica inquietudine, mastico il giorno e di notte sgomento. (Ora si fa legnoso il volo dell'airone aitante verso il certo porto). Così mi sento, barcollante in un orrido deserto: tramortito dal vento infido di ponente rantolo, sono cotto. Si!...Così mi sento, disarcionato, disperato, frasca scacchiata d'una quercia e torta. Oscuro e scabro il vento ammorba ma non sento... son dentro morto.
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Ponente = Zefiro o Espero, vento che soffia da ovest, dove tramonta il sole. A Maggio scorso... volò via la mia Mamma!

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Duilio Martino
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Commenti (5)

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carla composto22 febbraio 2014

lirica bellissima in versi incantevoli ed in bellissime metafore...

Carla Colombo23 febbraio 2014

E il dolore lacerante si sente, sì, in questa forte sinestesia del dolore attizzato credo da tante percezioni che a volte tramite associazioni inaspettate colpiscono a tradimento nei momenti di apparente quiete, riportando improvvisamente a galla immagini trafiggenti che riposavano in un angolo della mente, infilzando il cuore. Il vivido ricordo però rende vivo dentro noi chi più non c'è

Paola Galli23 febbraio 2014

è davvero da manuale questa lirica! l'intensità, il dolore, la nostalgia, il fluire interiore, si intersecano perfettamente facendo arrivare tutto il sentire del poeta, meravigliosa dal primo all'ultimo verso!!

Alberto De Matteis23 febbraio 2014

Una bella dedica alla propria madre che da lassù guarda e protegge ancora. Versi che scandiscono dal primo all'ultimo un dolore struggente.

Cinzia Gargiulo25 febbraio 2014

"Disarcionato, disperato, fronda strappata"...così ci si sente quando si perde una madre perché siamo un albero senza più radici ed il senso di vuoto che si prova è incolmabile. Il dolore è così forte che diventa parte di noi, ci conviviamo per il resto della vita... forse per questo sembra di non sentirlo ma si cronicizza... Poesia, come sempre, di grande effetto che tocca nel profondo chiunque abbia perso la propria madre. Molto apprezzata.