L'ultima neve di maggio - Sinestesia del dolore

Commenti (5)
lirica bellissima in versi incantevoli ed in bellissime metafore...
E il dolore lacerante si sente, sì, in questa forte sinestesia del dolore attizzato credo da tante percezioni che a volte tramite associazioni inaspettate colpiscono a tradimento nei momenti di apparente quiete, riportando improvvisamente a galla immagini trafiggenti che riposavano in un angolo della mente, infilzando il cuore. Il vivido ricordo però rende vivo dentro noi chi più non c'è
è davvero da manuale questa lirica! l'intensità, il dolore, la nostalgia, il fluire interiore, si intersecano perfettamente facendo arrivare tutto il sentire del poeta, meravigliosa dal primo all'ultimo verso!!
Una bella dedica alla propria madre che da lassù guarda e protegge ancora. Versi che scandiscono dal primo all'ultimo un dolore struggente.
"Disarcionato, disperato, fronda strappata"...così ci si sente quando si perde una madre perché siamo un albero senza più radici ed il senso di vuoto che si prova è incolmabile. Il dolore è così forte che diventa parte di noi, ci conviviamo per il resto della vita... forse per questo sembra di non sentirlo ma si cronicizza... Poesia, come sempre, di grande effetto che tocca nel profondo chiunque abbia perso la propria madre. Molto apprezzata.





