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Fantasia 23 febbraio 2014 · lettura 1 min · 1830 letture

Il tempo dei firmamenti muti (Hecate)

Tonia Fracella 389 poesie pubblicate
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Non eri che il tempo dei firmamenti muti ricucito al fiato di luna e pallido argento Tremato immobile ai rami senza stagione nemmeno ad attendere il rintocco sospeso Spiraglio socchiuso, soffiato a nuvole grigie. Poi quell'urlo sospeso nel ricordare le stelle Un frantumare d'aria fra il nero in sillabe chiuse per tracciare ombre e le forme poco presenti Forse vaganti al margine che non brama riflesso di un lume ormai spento ad inarcare sul buio Ma tu lo sapevi che esiste un'oltre di polvere dove tutto è fermo ed ignoto al giaciglio di terra. Eppure non è mai scesa la notte a fermare parola e spazio ruvido al pensiero, un granello di sola pietra Che il cielo non inganna.
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Immagine: Hekate by Tricia Danby Ecate è una dea della religione greca e romana (Latino Hecata o Hecate, Greco Antico Ἑκάτη, Hekátē, ma di origine pre- indoeuropea. Ecate era una divinità psicopompa, in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli dei ed il regno dei Morti. Spesso è raffigurata con delle torce in mano, proprio per questa sua capacità di accompagnare anche i vivi nel regno dei morti (la Sibilla Cumana, a lei consacrata, traeva da Ecate la capacità di dare responsi provenienti, appunto, dagli spiriti o dagli Dei).

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Tonia Fracella
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Commenti (8)

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carla composto24 febbraio 2014

versi belli che evocano immagine intense... bella ed interessante anche la nota, molto apprezzata

Sara Acireale24 febbraio 2014

Interessante e suggestiva questa lirica dedicata alla dea Ecate. Una dea in grado di viaggiare liberamente tra il regno degli uomini, quello degli dei e il regno dei morti... Fanno sempre meditare i versi di questa Poetessa per la loro peculiarità altamente poetica

Patrizia Ensoli24 febbraio 2014

Poi quell'urlo sospeso nel ricordare le stelle ... Questo verso nel mio sentire spicca e mi tocca evocazione intensa e belle immagini!

Stefano Drakul Canepa24 febbraio 2014

splendida lettura di questa dea che sente e vede ciò che pochi possono vedere, fra le ombre ed un buio amico, fra la luce e lo scorrere delle cose. B e l l i s s i m a poesia

carolina parrilla25 febbraio 2014

versi delicati e armoniosi che evocano immagini intarsiate da sospiri al chiar di luna,,silenzi che accendano righe di parole rarefatte tra il buio e la luce l'inevitabile scorrer delle cose e cio' che resta è polvere di stelle dove tutto respira eterno, lirica splendida apprezzata per forma e contenuto

nemesiel25 febbraio 2014

"Ma tu lo sapevi che esiste un'oltre di polvere" ... "Eppure non è mai scesa la notte a fermare parola" Fra questi due versi mi piace soffermarmi... c'è il senso di una possibilità e insieme di speranza fra ciò a cui siamo destinati e il limite dell'uomo che viene superato...

Rosita Bottigliero25 febbraio 2014

Lo scorrere della vita si annida tra la polvere e un sorriso... un frammento di bisogni che ne emanano poesia...

Lidia Filippi25 febbraio 2014

Immagini molto belle e suggestive arrivano al lettore attraverso questi versi scritti con cura e di stile particolare. Quasi fiaba, mito, che va altre i limiti del tempo e dello spazio.