Un'Effigie di Fanciulla
Massimiliano Zaino
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Un dì io scorgea un’imago di fanciulla,
era un dipinto e in sulla forma ovale -
su ner color di Nulla -
ella apparì fatale.
Le guance giovini avea e l’occhio cesio,
e vivo ‘l labbro, e biondo ‘l crine, e snello
il collo dolce, etesio,
e ‘l fazzoletto bello;
e parve un Angiolo, o un Chèrubo in Cielo,
e le pupille si tergean d’Amore,
un ombreggiar d’un velo,
due trecce in sul suo core.
Ma sotto ‘l viso scorsi una preghiera:
«Riposa in pace, oh fanciulla suicida!».
D’Amor si spense fiera,
dannata a Sorte infìda.
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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