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Introspezione 25 febbraio 2014 · lettura 1 min · 1681 letture

Al di la delle mani

massimo turbi 1245 poesie pubblicate
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E poi, e poi e poi l'oscurità avvolse la pelle assopita dai baci e stordita dalle stelle . Invocai il fato riflesso nelle strabiche pozzanghere del cielo e mi ritrovai spazzato via da un'irrazionalità colma di nostalgia mentre il cuore batteva per negligenza dentro il corpo dove l'eco rispose alle grida di pioggia masturbandomi di ricordi baciati dall'amore tatuati sull 'epidermide ramata di nostalgia. Mangiai ortiche gemmate di primavera nei giardini di marzo dove mi sedetti al centro dell'universo per guardare al di la delle tue mani che mi cinsero d'ardore lo spirito elevato sulla sommità delle emozioni respirate con te.
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Commenti (1)

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Antonella1726 febbraio 2014

la primavera vista come metafora di rinascita a nuova vita. L'amore sa colmare e rendere sereni a prescindere. Lirica armoniosa e ben stilata