Al di la delle mani
massimo turbi
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E poi, e poi e poi
l'oscurità avvolse la pelle assopita
dai baci e stordita dalle stelle .
Invocai il fato riflesso
nelle strabiche pozzanghere del cielo
e mi ritrovai spazzato via
da un'irrazionalità colma di nostalgia
mentre il cuore batteva
per negligenza dentro il corpo
dove l'eco rispose alle grida di pioggia
masturbandomi di ricordi
baciati dall'amore tatuati
sull 'epidermide ramata di nostalgia.
Mangiai ortiche gemmate di primavera
nei giardini di marzo
dove mi sedetti al centro dell'universo
per guardare al di la delle tue mani
che mi cinsero d'ardore lo spirito
elevato sulla sommità delle emozioni
respirate con te.
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massimo turbi
Commenti (1)
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Antonella1726 febbraio 2014
la primavera vista come metafora di rinascita a nuova vita. L'amore sa colmare e rendere sereni a prescindere. Lirica armoniosa e ben stilata

