Rapiscimi
Migliaia di lingue disseminate dagli uccelli, sulle perpetuati strade mutate in capelli, alla distorsione del presente.
I filoni sono fatti di veli caldi, dove i miscugli si dipartono
i filoni son fatti di veli caldi, dove i miscugli si rintracciano
Sono stati cacciati i cani dal tempo, figurati i fascisti!
Il fumo si disperde dalle tarantole del cosmo oscuro, e i miei sudori si perdono nel rancore.
Il peccato è pesante quanto il cielo.
Canta Lucia, canta, e sussurragli al vento il circense disprezzo.
I generatori delle forme, e di ombre scoscese sulle vesti.
Io ci vedo due volte per quello che ne so, io ci sento tre volte per quel che ne ricordo, un girovagare senza distanza e contrapposizione, rendendo il firmamento il diario del proprio io.
Scostando le labbra e abbassando lo sguardo,
ripetendo,
abbassando lo sguardo e scostando le labbra,
ripenso,
alla dura fortuna, alla dura congiura e la sepoltura,
RAPISCIMI oh donna, rapisci i miei sensi e frena il mio caos.
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Commenti (1)
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Maurizio Brancaleoni17 maggio 2007
... sperimentale nella struttura... interessante, ma forse un po' pesante in alcune parti... un buon lavoro, comunque. .