Denti
Lune che si tuffano nei miei occhi,
e cammino sul filo del rasoio.
Le braccia tese e le dita incrociate,
come te che sei acrobata e
il soffio di labbra chiuse.
Sei il sibilo della mia notte.
Lungo questa corda il piede scivola
come la lingua sul mio confine e le mie pianure.
Son denti che affondano nel collo e nelle spalle.
Ben serrati.
Senti le mani sul petto che armonizzano con il ritmo.
Una cassa, la mia,
su cui tenere il tempo perduto.
Non urlare, non aggredire.
Ascoltami:
Sono lucida e percepisco questa nostra caduta.
Ora apriti per me, aspira,
e assaggia il dolce dolore che fiorisce dalla mia gola,
come se fosse tuo.
E alla fine del buio opaco, ti prego,
ingoiami e
trasformami nella risata cristallina di questa nostra improvvisa e folle gioia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!