Quattordici (o della fantasia d'amore)
Rosetta Sacchi
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Quattordici sillabe ripetute nel sonno
Quattordici mosse e la partita è vinta
Tu credi, perché confidi nei tuoi sogni
Tu ami, perché l’amore come una coltre
T’avvolge e come una culla ti protegge
Tu chiedi solo silenzi e le parole
Che affiorano alle labbra diventan mute
Tu pensi con il calore della pelle
Ed i tramonti nel cuore tuo conservi
Tu ascolti la mia voce e dici taci
Gemendo tra le lenzuola in controluce
Quattordici pensieri in altalena
Tra amarti e non amarti, e mi fa bene
Restare nella notte con gli occhi al cielo,
Aspettando che le ali tu deponi
Tu temi ragnatele di bugie
Detesti i quadri alle pareti
Ma i miei versi li hai sospesi al vuoto
Perché abbia un senso una porta chiusa
Quattordici minuti di sospiri ti danno
Il premio la pausa e la ripresa
Tu corri con i tuoi ritmi e le tue voglie
Ti fermi solo su spiagge desolate
Cerchi la luce ma nell’oscurità
Trovi la pace ed arresti il tempo
Che passa per chi rapido e chi lento
Quattordici baci mentre dormi,
Eterei morbidi tiepidi di brina.
L’orecchio perché adoro le conchiglie
Il naso per quei buchi dentro il muro
Il collo per ogni volta che una farfalla
E’ scivolata dalla corolla al gambo
Le labbra quando ci siam seduti a riva
Soli come naufraghi su un’isola
La bocca ardente, di magma e di spuma
La bocca arsa, profonda e appassionata
La bocca che sazia e che disseta.
Perché è da lì che ricomincia la mia vita
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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