Come Marta e Maria
Anna Piccirillo ov
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Signore, non ti curi del mio affanno?
Come canna al vento io sbatto tutto l’anno.
Perduta tra le cose della vita,
il tuo aiuto sarà cosa gradita.
Tu mi sorridi con benevolenza,
mi chiami per nome con somma pazienza.
Pronunzi con amore il nome mio
e mi richiami al timor di Dio.
Per sei giorni mi lasci essere Marta,
ma al settimo mi vuoi come Maria
accoccolata docile ai tuoi piedi,
è questo tutto quello che mi chiedi:
che gusti nel silenzio almeno una volta
la parte migliore che mai mi sarà tolta.
©
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L'autore
Anna Piccirillo ov
"... Eppure non so scrivere poesie. Non conosco regole di metrica, di rima e di sintassi; però se la poesia nasce dall’anima col desiderio di trasformare in parole i sentimenti, le emozioni, i moti prorompenti del cuore, i miei semplici versi, con molta indulgenza potrete anche definirli poesie" ... Ecco, mi definirei
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