1.921 lettori online · 359.507 poesie · 7.571 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Introspezione
Introspezione 5 marzo 2014 · lettura 1 min · 1732 letture

Ieri

Fiammetta Campione 450 poesie pubblicate
+ Segui
Cos’è questo cielo buio che si siede sulle mie spalle peste... pallidi sospiri prendono vita attraverso l’assenza che prima non pativo ora le foglie danzano controvento senza curarsi di toccare la meta io – tra loro – disgregata nel profondo afferro le radici per salvarmi e non volare via... ancora la sera mi cerca tornando impudente sui suoi passi, ma il lembo della manica consola e gli occhi guardano oltre per ritornare a ieri e raccoglierlo tutto in una mano.
♥ 0 💬 5
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.

immagine dal web

L'autore
Fiammetta Campione

A volte basta uno sguardo...e le parole diventano superflue. Ma le parole delle poesie sono altro: ti prendono e ti portano via, dove vogliono loro - e anche dove vuoi tu... E si rinnova l'incanto.

Tutte le opere →

Commenti (5)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Cos’è questo cielo buio che si siede sulle mie spalle peste... due versi che dicono molto sul senso di pensantezza che può "donare" il passato. Quel sedersi ha il sapore di ricordi che non vogliono andarsene o comunque sia non possono essere abbandonati perché di conforto. Forse perché sono le nostre "radici" e non possono essere eradicate solo con un atto di volontà.

Rosita Bottigliero6 marzo 2014

Ieri. ... un tempo scosceso di attimi persi... salutano pensieri nei versi di vita... belle immagini in versi profondi e intensi...

Bruno Leopardi6 marzo 2014

Leggendo questa poesia mi accorgo della sua dolcezza e del suo intimo esternare nei pensieri che si fan versi delicatamente. Poi la strofa finale la leggo di nuovo e da sola, scoprendo che essa è poesia a se. Molto bella davvero.

lucio lucentini7 marzo 2014

La profondità dell’anima, la delicatezza, la paura, lo smarrimento dell’ignoto quando guardiamo oltre e ci teniamo le tenue certezze del passato. Una poesia magica, intima e molto gradita alla lettura.

Francesco Rossi17 marzo 2014

assenza che prima non pativo, ed è proprio quando si comincia a prendere coscienza dell'assenza che interiormente quello che si era sfilacciato si riannoda e nel verseggiare della poetessa questa tensione positiva emerge.