Una goccia sul vetro
Salvo Scamporrino
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Scivola su vetri offuscati
appannati
rigati
da gocce che lente
percorrono
scorrono
su tracce trasparenti
irregolari
binari
senza nessuna mèta
Finalmente posso vedere fuori
immagini sfuocate sbiadite
sagome distorte ingiallite
attenuati e sordi rumori
oltrepassano la vetrata
della mia finestra sul mondo
che scorgo appena in fondo
attraverso l’anima bagnata
Scivola su gote rugose
erose
timorose
una lacrima umida
timida
algida
specchio di tristezza
solitudine
inquietudine
che nessuno capirà mai.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
Commenti (1)
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Azar Rudif7 marzo 2014
I moderni sistemi non fanno più appannare i vetri di casa come una volta quando guardavo quelle gocce che scendendo cancellavano l'unidità e mostravano un mondo a strisce indefinite. Raccontava un vecchio che ogni goccia era un angelo caduto sulla terra per divina punizione.

