"Per il coro dei dannati"
Stefano Drakul Canepa
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Non pretendo più i colori vivi
di queste primavere uccise,
non il cielo sordo e maledetto
che rende l'azzurro del suo velo
Non chiedo di morire nel silenzio
con il tepore delle strade
appena colto nel suo inganno
di primo sole, angelo del male
Giardino che non sa chiedere
una terra fredda e fragile
con i semi della vaga stagione
che prepara parole nuove
Non maturo emozioni utili
sull'avvento dei giorni lunghi,
ma arabeschi dal riflesso d'oro
per il coro dei dannati
Già perduto in un vento acido.
©
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Stefano Drakul Canepa
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