Canto del Giorno alla Notte
Antonio Interlandi
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Il sole è il mio tempo
e i suoi raggi le colonne del mio tempio.
Vivo di corsa e mi nutro di frenesia
per arrivare all’ora del crepuscolo
e trovar ristoro nel breve attimo
di incrocio di opposta armonia,
quando chiazze di cielo catramato
piovono sull’orizzonte arcobaleno
versando lacrime di inchiostro
sulle allegrezze perdute nelle tenebre.
Quant’è difficile nuotare
nel sudiciume dei carburi
che annega gli incubi
e macchia i sogni degli incerti!
Siano benedette
le stelle e le saette,
spiragli sicuri
che mi fan sentire protetto
nel silenzio interrotto
dalla zanzara assetata,
dalla goccia che zampilla
o dal ticchettio della lancetta.
Son le tue ore,
quelle buie della mietitrice
che allevia le agonie dell’infelice,
delle cattive intenzioni
che si fan realtà,
dei battiti lenti
di chi ne afferra la beltà
e dei putti piangenti
in cerca di maternità.
Ma il nero sipario è tale
solo fino all’aurora incantata,
fiamma che ne dissolve i contorni
e apre la finestra sullo sfavillio dei colori
che ci scoprirà ancora sulla breccia,
rinfrancati dal ritrovarci per un istante
l’uno tra l’altrui braccia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Interlandi
Sono un 48 enne di Siracusa con l'ovvia passione della scrittura. Per me la poesia significa tradurre in parole e ritmo le sensazioni del momento per scaldare il cuore di chi ascolta. Il mio lavoro c'entra poco con l'arte (sono un ufficiale dell'A.M.), ma, quando posso, mi ritaglio un po' di tempo, chiudo gli occhi e s
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