Salomè
Anna Piccirillo ov
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Acerbo fiore di negata giovinezza
più non coltivi i sogni dell’amore
né di qualche romantica carezza.
Illusa libertà nel denudare il corpo
mentre incateni l’anima alle ambizioni
di chi ti diede la vita e la beltà
e vuole vincere le proprie frustrazioni
usando l’arma della tua bellezza
per conquistare la fiera delle vanità.
E ti compiaci del fascino perverso
degli occhi tuoi che ammaliano,
delle tue carni turgide e odorose
che presto perderanno la freschezza.
Il tuo tesoro va sfruttato senza posa
prima che il suo valore vada perso.
Così ti logori tra orge e balli e feste,
ti illudi di decidere destini,
ti inebrierai nel far cadere teste.
Danza, Salomè, e non fermarti
che il ritmo della danza è esasperante.
Sciogli i tuoi veli uno dopo l’altro,
gettali via insieme all’innocenza.
Ubriacali di vita fino allo stordimento,
su te le loro brame pugnali acuminati.
Danza la tua dignità fino allo stremo
finché cadrai spossata faccia a terra
senza il fiato di un flebile lamento.
©
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L'autore
Anna Piccirillo ov
"... Eppure non so scrivere poesie. Non conosco regole di metrica, di rima e di sintassi; però se la poesia nasce dall’anima col desiderio di trasformare in parole i sentimenti, le emozioni, i moti prorompenti del cuore, i miei semplici versi, con molta indulgenza potrete anche definirli poesie" ... Ecco, mi definirei
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