Figli di Giuda

Commenti (7)
una lirica che mi ha fatto venire i brividi... intensi versi di ribellione, in una chiusa magistrale... condivido in toto con la valente autrice
Accidenti, l'autore riesce con queste sue parole a farsi vedere. Vedo della rabbia, che ben indirizzata aizza l'animo del lettore alla riflessione. Ma che strada stiamo percorrendo, dove andremo, cosa c'è ad aspettarci. Domande esistenziali a cui va dato un senso, buono e vitale, forse l'oggi è già segnato dalle rughe dei dispiaceri.
E già proprio così, figli di Giuda, perché tradiamo quello che l'umano promette. Un deludere nel corso dell epoche costante, attenuato da spiragli di speranze accese a tenere aperta questa sacra partita tra il bene ed il male. Come punteggio siamo messi male Patrizia, ma non disperiamo ... ho la sensazione che prima o poi tutto si aggiusterà.
Credo che non c'è possibilità di recupero. Speranza del cuore che poi non si rispecchia nel reale. E' una poesia forte, versi di Poetessa "arrabbiata" e inevitabilmente forse dall'esistenza delusa. Poesia che sento dentro e che porta il lettore a domandarsi tante cose. Ma poi, scende la rassegnazione, infine. Bella ed unica.
Siamo esattamente gli stessi della pietra e della clava...è questa la risposta. L'uomo, capace di pensare all'infinito porta anche nel suo profondo l'abisso... fatto di egoismo e solitudine, di prevricazione e dolore... Il bivio è sempre esistito... Poesia forte, urlata in ogni senso... di ribellione e di sofferenza per questa nostra limitata "umanità"
Poesia ben scritta e cadenzata. Trapela un messaggio pieno di rabbia ma al tempo stesso nostalgico e stanco della battaglia. Nel finale viene sottolineata una delle domande supreme della nostra vita; cercando la forza per non cadere. Un forte abbraccio ed una grande ammirazione.
sono versi di rabbia, giustificata, un ragionare sul mondo che non si sa bene dove si sta dirigendo! un urlo di dolore certamente condiviso, una rabbia che ci sorprende d'improvviso mentre osserviamo lo scempio della miseria, della solitudine, dell'abbandono, senza che si intraveda uno spiraglio di luce!





