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Fiabe 19 maggio 2007 · lettura 2 min · 5709 letture

La nevicata

M
Marina Como 178 poesie pubblicate
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An de dentro der castello c'era 'n principe arto e bello. Schiamazzava tutto er giorno colla corte là d'intorno. Ce stà er re, ce stà 'r palazzo c'è 'r buffone a fà 'r pupazzo. Nello stagno là vicino ce giocava er principino a rincorrere 'e rane e faceva er pescecane. Che l'educazion reale vole er re pronto a fà male. Mò succede che 'n ber dì vide n'omo a fà pipì e je chiese pe' diletto si veniva ner boschetto, intenzion der pupo bello era facce da piattello pe sparaje a tutte l'ore come fosse 'n cacciatore, ma je disse a quell'ometto che scappato era er cagnetto. Disse l'omo piano piano de 'na terra da lontano che c'javeva ner sacchetto proprio dentro ar suo corpetto, che tutto te ritrovava e da novo riportava. 'A curiosità fu 'nfame e 'a sparse per reame tutti belli luccicanti coprì case, donne e amanti. Fu 'na bella nevicata, sola a piagne fu la fata mentre sotto 'nde 'n tendone l'om pensava "che cojone" (e me scuso l'espressione) . Tutti quanti colorati tutti sognan maghi e fati tutti dritti e allineati tutti fissi, tutti storti, tutti fatti come morti. Se sedette sopra er trono se lisciò li baffi d'omo e pe mejo governà 'na spruzzata ar regno ogni tanto je'a dà.
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Marina Como
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Commenti (8)

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O
Oliviero Angelo Fuina19 maggio 2007

Ma che bella!! Si fa leggere piacevolissimevolmente in un solo fiato (anche da me che non sono dimestico al tuo vernacolo) e lascia alla fine un senso compiuto di chi ha appena ascoltata una fiaba ”co' li baffi”! Bravissima e simpatica.

Leaf19 maggio 2007

interpretazione satirica del tema... hai nascosto grandi e scomode verità dietro un sorriso disincantato, ribadito dall'uso del dialetto.Una filastrocca per chi non crede più tanto nelle fiabe, ma osserva con sguardo amaro il mondo.

Elisabetta Randazzo19 maggio 2007

Sei uscita fuori dal coro, ma mi è piaciuta tantissimo questa filastrocca dialettale

D
Daniele Fabbri19 maggio 2007

Bellaaaa! Pare gia' famosa... per quanto e' scorrevole e facile il verseggio.

P
Patrizia Chini19 maggio 2007

proprio bella 'sta ballata sembra antica e invece è sempre nuova... vale per questo mondo dove i furbi sono alla ricerca di ingenui che li assecondino, dove non sempre gli scemi sono ingenui dove più spesso lp sono più i furbi - (non so se è chiaro...) Molto otiginale

B

mi è piaciuta per l'ironia e la satira che, a dispetto dell'aria fiabesca, si eleva come un profumo invitante e suadente a suscitare dubbi necessari per la crescita, la maturazione e l'azione di una società che spesso nella pazzesca necessità 'del divertimento' a tutti i costi sacrifica le cose davvero importanti e necessaria a fare di noi vere persone in armonia con le altre.

K
Kate21 maggio 2007

bellissima fiaba la trovo molto musicale, non sapevo che eri un'artista in fatto di poesie dialettali, mi complimento con te.

Ferny Max Curzio21 maggio 2007

A parte la ”vis comica” del fattarello fiabesco raccontato con verve insuperabile, c'è un romanesco, ad esaltarne gli effetti, che consola lasciando un persistente senso di gioiosa partecipazione... al benevolo lettore, che non potrebbe d'altronde esser meno che benevolo co' stè perle preziose che glie dai! Carinissima.