"Un Dio tramonto"
Stefano Drakul Canepa
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lividi al cielo
e le ferite rosse
di un crepuscolo (D)
Alle sei del mattino il cielo sembrava nuovo,
la strada quasi semplice nel suo ondeggiare
di fretta insana e percorsa a tratti amari,
ora perplessa, ora sicura di un lieve inganno
Il sole non è richiesto a quest'ora innaturale
ed il suo sentiero è una nuvola appena scura
di quella pioggia promessa e spesso attesa
fra le cose inutili di un tempo senza vento
Lento calore che discendeva come un manto
sull'aria spezzata dalla pelle sottile e bianca
che un destino strano aveva disegnato invano
sui desideri fragili di una primavera irrisolta
La sera non è pretesa dal corso degli eventi
che a volte scorrevano con un respiro noto,
debole confine fra le cose sospese e il fiume
che sempre attendeva qualche polvere di stella
Per riflettere un Dio tramonto proteso a notte.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Catia Dinoni13 marzo 2014
Nello stile che contraddistingue l'autore belle immagini espresse nel gioco del chiaro scuro in un susseguirsi del tempo che si posa sullo sguardo e ne fa un dipinto. Apprezzata.
nemesiel14 marzo 2014
"quella pioggia promessa e spesso attesa fra le cose inutili di un tempo senza vento" desiderio di qualcosa che lavi via... che porti frescura... che smuova l'immobilità del tempo...


