Tu, mia fata
Ferny Max Curzio
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Quella sera, su due panche
ravvicinate
nel locale d'un amico,
con un po' di musica
in sottofondo
a far da atmosfera,
m'accogliesti in Te
e fu subito
fiaba...
Il mio castello incantato
fra le tue braccia,
nel tuo grembo,
per restarci
- come avrei voluto! -
all'infinito.
Ma andammo via
perdendoci
su altre strade...
E Tu ritorni
nella mia fantasia
come la fata bruna,
che non m'abbandona,
oh quanto vorrei...
perché al risveglio,
infine,
con me non sei,
eppure
mi leghi ancora
così carnale,
e spirituale,
a un sogno mistico
del mio più fido
interiore,
come un fiore
profumatissimo,
che mai appassirà.
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L'autore
Ferny Max Curzio
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