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Morte 17 marzo 2014 · lettura 1 min · 3234 letture

Non ci sarà una nuova alba

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Il sole ti saluta filtrando tra le crepe dei tuoi sogni. C’è silenzio che offende anima e cuore... silenzio di dolore e di rinuncia. Adesso ricordi le albe gelide e gli umidi tramonti che segnarono i giorni del tuo cammino in fabbrica l’urlo assordante della sirena... La tua fatica buttata al vento della crisi Hanno portato una rosa sulla tua tomba e hanno scritto sulla pietra nera "Morto suicida per mancanza di lavoro". I tuoi compagni sono venuti a salutarti. Ora tutto è vuoto, rimangono le orme delle scarpe e un viale di lugubri silenzi... Non ci sarà una nuova alba...
#Alba#Rosa#Giorno#Anima#Cuore
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I morti suicidi a causa della crisi sono in aumento...

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (19)

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Fiammetta Campione17 marzo 2014

Sono versi che esprimono tutto lo sgomento per una morte sbagliata, per tutto il mare di dolore che colpisce le famiglie, ma anche tutti noi, che forse potremmo fare di più.

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sergio garbellini17 marzo 2014

Una lirica struggente per una realtà dei giorni nostri. Una realtà che rende la vita un dramma continuo per coloro che non hanno la fortuna di essere baciati da un futuro roseo, ma si battono giorno per giorno per non cadere in depressione a causa della mancanza di lavoro. Un verseggiare che strappa il cuore, merito di un autrice che non disdegna di entrare nel sociale per difendere uno dei tanti drammi quotidiani. Una stesura degna essere segnalata.

Giovanni Chianese17 marzo 2014

Sono versi che graffiano lasciando un dolore intenso nel cuore. Morire per mancanza di lavoro è un'assurdità, una piaga sociale che coinvolge tutti noi, colpevoli di non aver compreso l'importanza di una vergogna, occorsa al malcapitato protagonista, che più non riusciva a provvedere alla famiglia. Un rifiuto alla vita inconcepibile dal punto di vista sociale in un'era dove la ricchezza del mondo, purtroppo, è spropositatamente nelle mani di poche persone. Brava è stata l'autrice di questa lirica che, oltremodo, è riuscita a colpire la sensibilità di noi lettori.

Donato Leo17 marzo 2014

...e, quando non albeggerà più, ci troveremo a rendere l'anima. Versi che colpiscono il lettore, molto struggenti.

Matilde Marcuzzo17 marzo 2014

è un tema molto preoccupante purtroppo... mi chiedo cosa ne sarà della parola futuro. brava sara, hai riportato su carta questa realtà lugubre e insostenibile.

Rosita Bottigliero17 marzo 2014

A volte la dignità si arrende... e un sole si spegne per ribellarsi o solo non soffrire più. ... versi che fanno meditare...

carla composto17 marzo 2014

versi che arrivano il cuore, la disperazione che non trova via d'uscita se non nella morte atto estremo... che dovrebbe indurre molti a riflettere, ma ormai siamo un numero persone alle alle qualei viene tolta la dignità... il mio plauso sentito alla brava autrice

Efficacemente l'autrice sensibilizza su un tema che è attuale in questi giorni. Scientemente i potentati europei ci hanno condotto in questa situazione in modo da costringere i popoli a costituirsi come riserva di lavoro a basso costo. Purtroppo in questa fase di passaggio molti non reggono e compiono l'estremo gesto. Piaciuta.

Duilio Martino17 marzo 2014

Tremendamente bella e vara... Quando non si ha o si pensa di non avere più la forza di ricominciare... si rischia di cadere... tra le fauci della depressione che può condurre anche al suicidio. Molto bella sia la sostanza che la forma!

stelsamo17 marzo 2014

Condivisa ed apprezzata riflessione in questi tuoi splendidi versi, pieni di umanità! Purtroppo, ci si interessa di queste povere "vittime", solo quando è ormai troppo tardi ... mai, prima che la tragedia accada! Solo dopo, infatti si accendono i riflettori ed essi divengono strumento, nelle mani di giornalisti senza scrupoli a caccia di sensazionalistici scoop!

Uno degli aspetti più drammatici di questa drammatica crisi è la perdita del lavoro elemento fondante della dignità dell'uomo. E così capita, ormai purtroppo sempre più spesso, che c'è chi non sa sopravvivere alla perdita del lavoro e si suicida. Gravissima piaga sociale, monito per le coscienze di governanti e governati, che l'autrice affronta con la sensibilità poetica che le appartiene e con l'accoratezza di chi ha mente e cuore per comprendere la vera dimensione di certi drammi sociali! Versi profondi, dramamtici ed assai commoventi!

Gianna Occhipinti17 marzo 2014

Non c'è mai una nuova alba per chi è costretto a vivere un tramonto che muore fra le crepe dell'anima... ed è terribile attendere il domani senza la speranza... Versi molto belli che inducono a riflettere non soltanto sulla problematica angosciante che ovunque dilaga (la perdita del lavoro) ma anche sui sentimenti che un uomo vive dentro di sè, in certe situazioni. Sono baratri in cui si affonda lentamente...

Grazia La Gatta17 marzo 2014

Per tante persone non ci sarà più una nuova alba; per piccoli imprenditori che non riescono a dare più lavoro e stipendio ai loro dipendenti; per tanti padri e madri di famiglia che non riescono a tirare avanti e assicurare un futuro ai figli. Poesia vera, profonda e che fa riflettere sulla situazione che stiamo vivendo e che, purtroppo, è causa di tanti suicidi e anche di morti di tutte quelle persone che non hanno i soldi per curarsi. E' una vera vergogna che è giusto denunciare nella speranza che, chi è causa di queste morti, arrivi a vergognarsi.

Giovanni Licata17 marzo 2014

La vita sacra nel sistema sbagliato, nullo e niente appartiene al passato, sigilla la vita dietro una pietra nera, pensare l'ignoto e finire nel vuoto, lasciare gli amori per un mondo perduto, ne vale la pena non vivere nell'era. analisi perfetta in un mondo stressato.

Cinzia Gargiulo18 marzo 2014

La situazione del lavoro è davvero preoccupante nel nostro paese. E' naturale che uno stato civile debba creare posti di lavoro per i giovani ma il lavoro va garantito a tutti i cittadini. Bisogna pensare a quei padri di famiglia compresi tra i 40 e i 50 anni che vengono licenziati e a cui non viene dato un nuovo lavoro perché sono considerati avanti con gli anni per un impiego e giovani per la pensione. E' a loro che va data la priorità siamo, a mio avviso, dinanzi ad un'emergenza che va affrontata solo così si potrà arrestare il flusso di suicidi acuito dalla crisi economica. Poesia denuncia che fa riflettere, molto apprezzata per contenuto e forma.

Agnese Iannone18 marzo 2014

Morire è non vedere più splendere il sole, si spengono sogni e speranze e la vita sembra non avere più senso per un un uomo che non ha lavoro. Bellissima poesia toccante, anche se triste l'epilogo: Non spunterà più l'alba perché la morte l'ha offuscata. Molto piaciuta, S+ F

Giovanni Monopoli18 marzo 2014

versi molto belli quanto crudi ma che raccontano una tragica realtà che la poetessa sa descrivere lasciando al fruitore certo pensare affinché cose del genere on debbano accadere ma a volte la disperazione porta a queste tragiche conclusioni della vita

Alberto De Matteis18 marzo 2014

Una tristissima e tragica realtà che, purtroppo, si ripete spesso. Versi stupendi che fanno tanto riflettere tutti noi.

Freawaru19 marzo 2014

Già i primi due versi da soli sono significativi e da soli creano suggestione e sono garanti di grande significato. Poesia che ho molto apprezzato per come è stato congegnata e trovo sia punto di partenza per una grande e profonda riflessione!