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Impressioni 17 marzo 2014 · lettura 1 min · 1839 letture

Eppure

Fiammetta Campione 450 poesie pubblicate
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Fiorisce l’incanto nei vicoli dell’anima e bisbigli di luce tutt’intorno... sulle tavole d’un palco disadorno dissotterri la fame di vita reale – eppure... non esiste più nulla magnetismo d’una voce incredula soave supplice s’arrampica su per le pareti a cercare riposo e tregua ma i confini la ripudiano e torna giù, sfinita e fiera per stringere la mano alla realtà eppure siamo noi carne occhi e cuore sdrucito postulati di poche stagioni sempre uguali tra loro cosa rimane se non un tendersi le mani quando la notte è fonda: guardare con gli occhi dell’altro per fottere la morte.
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dopo aver assistito ad una interpretazione teatrale che mi ha lasciato una forte traccia…...

L'autore
Fiammetta Campione

A volte basta uno sguardo...e le parole diventano superflue. Ma le parole delle poesie sono altro: ti prendono e ti portano via, dove vogliono loro - e anche dove vuoi tu... E si rinnova l'incanto.

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Commenti (3)

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carla composto17 marzo 2014

versi intensi ed incisivi che portano a rilessione in una chiusa magistrale che dice tutto...

"cosa rimane se non un tendersi le mani quando la notte è fonda: guardare con gli occhi dell’altro per fottere la morte..." mi ha colpito questa strofa. Appunto cosa rimane se non la cosidetta simpatia, ossia il patire insieme, nel provare e condividere le emozioni insieme agli altri. Ciò che rimane di noi, ciò che xi caratterizza, che rimarrà scolpito nella memoria è il poter provare emozioni e le stesse condividerle xon gli altri.

nemesiel18 marzo 2014

"eppure siamo noi carne occhi e cuore sdrucito postulati di poche stagioni sempre uguali tra loro " precede la splendida chiusa questa strofa che ci dipinge, che rispeia quel che siamo e che troppo spesso dimentichiamo... Insieme e simili in un percorso di cui ignoriamo tutto o quasi... perché allora non tenderle quelle mani... perché rinneghiamo l'empatia che ci percorre tutti?